SCUS AGROPOLI ED HERAJON PAESTUM
Ci fa piacere oggi, parlare e documentare con tanto di foto, la faccia pulita di questo sport, il calcio che tanto seguiamo a tutti i livelli. Questo è il livello più bello, quello dei bimbi che sognano di diventare calciatori. Chiunque ha giocato ricorda con nostalgia i primi calci, quando in tv guardavi i tuoi idoli e sognavi, un giorno, di diventare come loro. Calcare l´erbetta, magari dove giocava Maradona, il tuo nome chiamato dallo speaker dello stadio più bello. Dormivi con i tuoi scarpini da calcio sotto il cuscino, cominciavi a giocare dopo pranzo e il tutto finiva con tua madre che ti veniva a prendere per le orecchie perchè era buio e tu eri tutto spelacchiato, dalle ginocchia in su, ma anche in giù... Poi andavi al campo, i primi provini, i primi completini, tu e i tuoi amici vestiti uguale. le prime partite vinte, categoria pulcini, 6 anni di...cristiano, un metro e 20 di altezza( ad esagerare...) e la gioia di correre dietro il pallone, tre volte più grande del tuo piede di bimbo. Sensazioni irripetibili. Oggi ci sono le scuole calcio, con ragazzi poco sopra la trentina che si prendono cura di questi bimbi, li portano a giocare e li...aiutano a sognare cercando di insegnare loro, nell´epoca della play station, che correre davvero, che gonfiare una rete, per piccola che sia, che stare insieme ai compagni è una scuola di vita, prima che di calcio. L´occhio ti va subito su quello che si muove già come un piccolo campioncino, ma ti va anche, con la stessa benevolenza, sul bambino che ci prova, rosso in viso, felice di toccarla la palla, anche se solo per una volta. Domenica mattina, per puro caso, sono passato dal campo e c´erano i miei amici Francesco Di Vattimo e Pasquale Quaglia, insegnanti e allenatori dello SCUS Agropoli e dell´Herajon Paestum, che giocavano, con i loro bimbi, una mini partitina, senza classifica, arbitrata da loro stessi, con i genitori infreddoliti a guardare con gli occhi pieni di orgoglio i propri pargoli. Abbracciato con nostalgia Francesco, in ricordo dei tempi andati, quando giocavamo insieme, gli chiediamo della sua nuova...attività, ecco le sue parole:" Oggi stanno giocando i bambini del 2007 ma ci sono anche quelli più piccoli. Giochiamo queste partitine, ci vediamo al campo due volte la settimana. Vedere la loro disciplina crescere è gratificante. Si cerca di insegnare loro i valori importanti, lo scopo è farli divertire, ma non disdegnamo anche di avvicinarli ai rudimenti di questo sport. Un minimo di...tattica( e ride...) va inculcato, magari solo un.."passa la palla al compagno vicino" può essere sufficiente. Alcuni giocheranno, altri no, ma l´importante è che siano qui e sognino. Noi cerchiamo, nel nostro piccolo di avvicinarli ai sani valori dello sport..." Ed è il lavoro più bello del mondo, quello che ti può dare le soddisfazioni maggiori: accompagnare la crescita di un bambino abbinando lo sport alla sua vita che scorre e che magari può essere la consolazione di una ramanzina della maestra a scuola, magari ti asciuga qualche lacrima e ti spinge a migliorarti...Anche il buon Pasquale Quaglia, ragazzo impegnato e sensibile, Sacrestano in pectore e ottimo educatore di giovani calciatori ci dice:" La prima cosa che insegnamo è la lealtà, dare sempre la mano agli avversari, giocare per divertirsi e avvicinarsi ai valori sani e puliti della vita prima che dello sport. Accompagnamo la loro crescita insegnandogli il rispetto per gli altri e che l´unico scopo, alla loro età, è quello di divertirsi..." insieme a Pasquale Quaglia ci sono anche Ferdinando Marino e Citera, altri che, come lui, mettono a disposizione la loro esperienza per farli prima di tutto divertire e poi, magari, accompagnarli verso palcoscenici da sogno. Già, i sogni, quelli che devono essere la via maestra per questi bambini che devono apprendere, ma nello stesso tempo, insegnano a noi grandi che lo sport va preso e interpretato per il suo lato sognante. Noi che ci affanniamo alla ricerca dei risultati dovremmo osservare lo sguardo di questi bambini e farlo nostro, quando gridano...Goool e abbracciano gli altri bimbi, senza rabbia, senza scopo, con la felicità pura che esplode e che vogliono condividere con l´amichetto del cuore. Tornare a quello che ci animava da piccoli, il sogno appunto. Non abbiamo ancora la macchina del tempo( ci sto ancora lavorando...)e quindi non abbiamo altra possibilità che guardare gli occhi di un bambino che tira calci ad un pallone. E pazienza se va fuori, è bello lo stesso. In ultimo un consiglio ai genitori, spesso variabile concitata di questa crescita. Ne ho visti( non domenica per carità...) incitare anche a...menare gli altri bambini, per puro spirito competitivo, magari per riscattare un loro passato: lasciateli crescere, non siate oppressivi, non inculcategli la becera competizione. Il destino riserverà loro quello che deve essere, ora è il momento di sognare, di lucidare gli scarpini 3 giorni prima della partitina, non si sa mai...Sognate bimbi, ci siete rimasti solo voi...
Fonte: Carlo Marrazza